La quarta dimensione

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Cosa ci fa la recensione di un libro in un blog che dovrebbe parlare di grafica 3D? In effetti è legittimo chiederselo. Ma spesso si ha la convinzione che per un creativo le fonti d’ispirazione possano risiedere solo nei propri settori d’interesse.
In alcuni casi l’ispirazione può arrivare anche da sorgenti inusuali come un libro che parla fondamentalmente di matematica, ma trattando temi che da sempre hanno affascinato l’uomo, come i viaggi nel tempo, i buchi neri, l’origine dell’universo, il senso della vita.

L’ispirazione è un concetto molto delicato. La maggior parte dei designers, quando privi di nuove idee, cercano ispirazione visitando le migliaia di web design gallery che si trovano su internet. Questo approccio presenta però qualche inconveniente, il più ovvio è che traendo ispirazione da lavori di natura simile al nostro, la linea che divide il “trarre ispirazione” dal “copiare” è molto sottile. Inoltre cercare nuove idee da un sito web già realizzato può essere limitante, specialmente se si cercano delle soluzioni originali di risolvere un problema.

Ci sono molte altri campi nei quali un designer potrebbe cercare la giusta ispirazione, oltre che passare ore a navigare su internet. In un’articolo pubblicato su smashingmagazine.com Cameron Chapman tratta questo argomento citando 12 sorgenti inusuali da sui trarre ispirazione: MODA, ARCHITETTURA & INTERIOR DESIGN, FOTOGRAFIA, PACKAGING DESIGN, GIOCHI DA TAVOLO, NATURA, VIAGGI, MUSICA, ARTIGIANATO, CIBO, LIBRI ILLUSTRATI e CINEMA E TV. 

image La quarta dimensione, di Rudy Rucker (Adelphi) è un libro che non avrei mai pensato neanche per un istante di leggere se non me lo avessero consigliato, anzi, in libreria mi tengo sempre ad una certa distanza dagli scaffali dei libri di matematica.
Eppure, senza saperlo, ho letto molti libri scritti da matematici, questo perché molti romanzi di fantascienza (di cui sono appassionato) sono stati scritti da celebri matematici e scienziati, e molti film di successo sono spesso tratti da questi romanzi.

Questo libro cambierà (almeno per un paio di giorni) il vostro modo di osservare ciò che vi circonda, facendovi ragionare su concetti che sembrano più dei rompicapi che dei fatti dimostrati scientificamente.

Per esempio, lo sapevate perché non si può viaggiare ad una velocità maggiore di quella della luce? Non è una questione tecnica, non c’entra il progresso scientifico e tecnologico. Il motivo è molto più semplice: maggiore è la velocità di un oggetto (di qualsiasi natura esso sia) e più aumenta la sua massa, ovvero “più veloce vado e più aumenta il mio peso”. E se aumenta il mio peso aumenta anche l’energia necessaria a spingere il mio corpo per aumentare la mia velocità. Da questo se ne deduce che per arrivare solo a toccare la velocità della luce occorrerebbe un’astronave con una riserva INFINITA di carburante. Il ché è piuttosto difficile da immaginare, se non impossibile.

Sempre per rimanere in argomento, lo sapevate che la luce del sole impiega 9 minuti per raggiungere la superficie della terra, e che quindi quella che vediamo non è la posizione attuale del sole, ma quella che aveva 9 minuti fa? 

E ancora: tutti sappiamo che il nostro pianeta è una sfera (è un po’ schiacciato ai poli, ma tutto sommato ha una forma approssimabile ad una sfera). E una sfera è una figura geometrica a 3 dimensioni. Quello che forse non tutti sanno che il nostro universo è un’IPERSFERA A 4 DIMENSIONI! Strano vero? Eppure se esistono figure geometriche adimensionali (come un punto, che non ha dimensioni), monodimensionali (come un segmento che ha solo lunghezza), bidimensionali (come un quadrato che ha lunghezza e larghezza) e tridimensionali (come la sfera con lunghezza larghezza e spessore), non esistono motivi che ci impediscano di credere che esistano anche figure quadrimensionali, anzi esistono dimostrazioni matematiche che confermano la loro esistenza.

Sapete cos’è un paradosso temporale? Alcuni di voi lo avranno già sentito in Ritorno al Futuro.

Immaginiamo di riuscire a costruire una macchina del tempo, un piccolo congegno con un timer capace di compiere salti all’indietro nel tempo, proprio qui sulla nostra scrivania. Alle 12.00 impostiamo il timer in modo che alle 12.02 il congegno salti all’indietro di un minuto, e quindi salti alle 12.01.

Aspettiamo un minuto e (sorpresa! sono le 12.01) sulla nostra scrivania compare una seconda macchina del tempo, che è la stessa che abbiamo impostato un minuto fa e che alle 12.02 salterà indietro di un minuto. Ora ne abbiamo 2!

Ma che succederebbe se in questo piccolo intervallo di tempo in cui ho sulla scrivania due macchine del tempo, io resettassi il timer della prima in modo da annullare il salto programmato?

Consiglio a tutti di leggerlo, io che notoriamente non ho una passione per la matematica, ho divorato il libro in tre giorni.

L’immagine all’inizio di questo articolo è tratta da http://hubblesite.org/, è una foto della nebulosa di Orione. O forse, visto che la nebulosa dista da noi la bellezza di 1500 anni luce, dovrei dire “una foto della nebulosa di Orione come appariva 1500 anni fa”!

5 commenti:

  1. Interessante Angelo! Letto in tre giorni? Ma di quante pagine é il libro...??? Scherzo!
    Mi piacciono molto gli argomenti e le riflessioni che hai tirato fuori. E' uno dei miei temi preferiti, ed il libro mi incuriosiasce molto.
    Mi consulto con il libro che hai suggerito e ne riparliamo a fine lettura...
    Grazie per il consiglio.

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  2. Il libro è di 250 pagine, ma è anche ricco di illustrazioni, e l'ultima parte è dedicata alla soluzione dei problemi proposti durante i capitoli... se avrai l'occasione di leggerlo fammi sapere se ti è piaciuto!

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  3. scomparirebbe la seconda dopo 1 minuto perchè la prima e la seconda sono la stessa,ricordati però di spostare la ''prima'' appena l'hai programmata,altrimenti alle 12,01 quell'altra si materializza al interno di questa dato che viaggi nel tempo e no nello spazio.magari và in tilt il tempo

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  4. Caro Angelo,
    ho con me questo libro da più di 15 anni, e ogni tanto lo ri-leggo, almeno alcuni capitoli.
    Lo trovo molto ma molto di più, che un libro di matematico, lo trovo un tentativo di cosmologia laica.
    Pensa che l'ho anche ricomprato perchè la prima copia si era troppo rovinata, secondo me è pieno di spunti e sono contenta di sapere che c'è qualcuno che condivide questo mio entusiasmo. Ciao Fabiana

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  5. Cara Fabiana, condivido: definirlo un libro di matematica è riduttivo, se non sbagliato, per ovvi motivi. I libri che mi piacciono in maniera perticolare, dopo averli letti per la prima volta, li metto sempre in un cassetto, per dimenticarli e rileggerli a distanza di anni come se fosse la prima volta. Riscopro sempre dei dettagli che avevo rimosso dalla mente, e quest'estate di sicuro rileggerò anche questo.
    Angelo

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